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Discussione: Sovvenzioni agricole

  1. #1
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    Predefinito Sovvenzioni agricole

    Leggo oggi sul giornale che un grande zuccherificio della mia zona sta chiudendo perche' la fine dei contributi pubblici alla produzione agricola rende le produzioni non piu' sostenibili economicamente, di fronte ai prezzi piu' bassi degli stessi prodotti di origine estera.

    Quindi da un lato, come consumatori, abbiamo accesso a prodotti piu' economici; dall'altro, mi preoccupo per un paese che smantella la sua azienda agricola, diventando cosi' strategicamente molto debole e ricattabile.

    Gradirei avere un opinione, io fatico a farmene una precisa.

    Ciao.



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  2. #2
    Utente Standard L'avatar di matte79
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    io sono da sempre un fermo sostenitore della catena corta...purtroppo gli agricoltori non ce la fanno più a "campare con i frutti della terra"...lo smantellamento della nostra azienda agricola lo dobbiamo al mancato sostenimento delle stesse da parte delle ns istituzioni..potremo mai competere con la produzione di fieno con la Romania? No..loro hanno braccianti agricoli, mano d'opera a basso prezzo...noi dobbiamo assolutamente puntare sulla produzione di alta qualità e sulla filiera "corta"...

  3. #3
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    Come dice spesso Carlin Petrini, fondatore di Slowfood, l'agricoltura italiana è fatta da gente che diventa ricca con gli aiuti dello stato e che poi pretende di vendere i suoi prodotti a gente che sta diventando sempre più povera e che avrà bisogno degli aiuti dello stato per comprarli.

    Il problema non è tanto nei costi della manodopera. Già ora quasi tutti gli allevamenti di bestiame hanno manodopera extracomunitaria, spesso pagata in nero, che vive in catapecchie, magari di proprietà dell'agricoltore che li fa lavorare. Idem per i braccianti per le varie raccolte stagionali.

    Ci sono realtà nelle quali il vero business non è la coltivazione, ma la gestione delle sovvenzioni (vedasi le quote latte) sia statali che comunitarie.
    Se si pensa che una mucca della Lomellina oppure olandese prende dalla UE uno "stipendio" giornaliero di circa 6 $ con lo scopo di tenere basso il prezzo del latte (ma quando mai...) e che invece una famiglia di 4-5 persone africane con la stessa cifra ci deve vivere, allora si spiega tutto.
    Il "modello" è in crisi, il "motore" picchia in testa.
    Idem per il discorso grano. Si parla e sparla tanto degli aumenti dei cereali per la domanda cinese ed indiana e poi ci sono intere zone del nostro mezzogiorno, del midì francese e della Spagna e Portogallo i cui terreni vengono tenuti incolti, perchè se entri nel regime di "riposo dei suoli" della comunità europea, hai un ricavo garantito di 250 euro ad ettaro, al netto delle spese di puro mantenimento, mentre se li coltivi a grano ne ricavi sì circa 350, ma con spese pari ad almeno 120.
    Ditemi voi se un'agricoltore dotato di un minimo di conoscenza dell'aritmetica non sarebbe disposto a fare carte false pur di "saltare" su questo carro.
    E poi ci si lamenta che il pane e la pasta aumentano.
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    "L'epoca della procrastinazione, delle mezze misure, del mitigare, degli espedienti inutili, del differire sta giungendo alla fine.
    Ora stiamo entrando nell'epoca dove ogni azione causa conseguenze."


    Winston L.S. Churchill
    (dal discorso alla House of Commons del 12 novembre 1936, citato anche da Al Gore in Una scomoda verità)



  4. #4
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    Per MecBell:

    Nulla da dire, e' uno di quei classici esempi in cui la burocrazia si lascia corrompere da interessi di lobbies evidentemente forti....

    Per Matte79:
    Non discutevo tanto sulla filiera corta, la mia domanda era:
    Possiamo immaginare un paese che non produce i suoi alimenti?
    O dobbiamo autotassarci perche' questa impresa antieconomica si mantenga in vita (del resto gia' facciamo questo per esercito e clero e nessuno si scandalizza).



    stimarchetti.altervista.org - Progettazione Meccanica

  5. #5
    Utente Standard L'avatar di matte79
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    non è assolutamente possibile a parer mio...l'autotassazione non credo serva, basterebbe passare per consorzi agricoli (tipo montagna amica) che proponga localmente prodotti "autoctoni"...non ha senso comprare del miele in coop prodotto in Argentina (con "bidoni" di acqua e zucchero...gli apicoltori capiranno) quando abbiamo ottimi prodotti locali (che vengono esportati spesso sottocosto o adirittura buttati come il latte)...poi l'autonomia cerealicola probabilmente non si potrà avere (anche perchè seminando del granturco "americano" invece che il nostrano non avremmo abbastanza acqua) ma si salverebbe una buona parte della nostra economia

  6. #6
    Moderatore Solidworks L'avatar di Oldwarper
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    Citazione Originariamente Scritto da Meccbell Visualizza Messaggio
    Come dice spesso Carlin Petrini, fondatore di Slowfood, l'agricoltura italiana è fatta da gente che diventa ricca con gli aiuti dello stato e che poi pretende di vendere i suoi prodotti a gente che sta diventando sempre più povera e che avrà bisogno degli aiuti dello stato per comprarli.
    Mi piacerebbe sapere dove abita sto deficiente di Petrini...
    Sara' ricco lui a forza di dir str###ate.

    Quelli che diventano ricchi con gli aiuti comunitari ti garantisco che non sono i contadini o meglio i coltivatori diretti, che si sporcano le mani nella terra e nella me**a per poco piu' di 1-2 euro l'ora, ma gruppi industriali che la terra ce l'hanno spesso solo sula carta (come quello che prese le sovvenzioni per la soia dicendo di aver seminato un terreno che si e' scoperto corrispondere a San Siro...).

    Preparatevi a bere latte tedesco o rumeno alla diossina, a mangiare pere al DDT, a gustare fettina agli ormoni, perche' i contadini, QUELLI VERI e non quelli di Lineaverde o Melaverde tutti belli nelle villettine o nella baita con le loro 4-vacchine-4 chiudono e spingono i figli a fare tutt'altro.

    Ci sono nato, abitato e lavorato in campagna. La "manna" comunitaria e' tale solo per chi non sa neppire cos'e' o la conosce per sentito dire. Fanno i controlli con il satellite per sapere se l'area coltivata corrisponde ai dati dichiarati.
    Tutto il resto e' frode. Come in molti altri campi.
    Abbiamo dovuto chiudere la stalla e uccidere gli animali, per rispetto alle "norme" comunitarie e dell'ASL che prevede una sanita' dei ricoveri per gli animali superiore a quelle delle sale operatorie.
    Il set-aside se lo possono permettere solo i grandi latifondisti o gruppi industriali, per i piccoli son caXXi tuoi.
    I cereali per i biocarburanti non pagano le spese della semente. Gli aumenti di prezzo vanno solo in tasca ai commercianti e agli speculatori.
    La "zucchina" sul campo costa sempre uguale da 20-30 anni. Solo i commercianti hanno il diritto (!!!) di inventarsi gelate, fuoristagione o aumenti dei costi per rimpinzarsi le tasche.

    Solo con il biologico ci potremmo salvare, ma con dichiarazioni del genere fatte da CHI CI CAMPA abbiamo perso anche questa speranza.
    Ultima modifica di MBT; 12-01-2008 alle 10: 48
    Saluti, Stefano.
    “Timeo Fenestras et dona ferentes”

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da cacciatorino Visualizza Messaggio
    Per MecBell:

    Nulla da dire, e' uno di quei classici esempi in cui la burocrazia si lascia corrompere da interessi di lobbies evidentemente forti....

    Per Matte79:
    Non discutevo tanto sulla filiera corta, la mia domanda era:
    Possiamo immaginare un paese che non produce i suoi alimenti?
    O dobbiamo autotassarci perche' questa impresa antieconomica si mantenga in vita (del resto gia' facciamo questo per esercito e clero e nessuno si scandalizza).
    L'autotassazione la puoi vedere come l'acquisto di prodotti italiani a prezzi maggiori.
    Se vuoi, li compri e paghi un po' di piu', con la speranza di mantenere nel tuo Paese le risorse alimentari.
    Senno', te ne freghi, vai al discaunt, compri il latte tedesco, risparmi e amen.
    Spendi di meno e sei anche piu' contento.
    Ma poi non piangere se un bel giorno chi produce all'estero decide di aumentarti i prezzi totambot e lasciarti con prodotti scadenti e cari.

    Gli alimenti a basso prezzo sono un grande vantaggio per tutti, specialmente per i ceti meno abbienti. Ma noi non ci possiamo permettere di produrli. Possiamo permetterci solo quelli a "valore aggiunto" (bio, DOP, IGP), che magari pochi si possono permettere, ma che quantomeno ci lasciano una "riserva d'emergenza" in caso di crisi internazionale.
    Se chiudiamo anche quella, faciiamo come con l'industria meccanica, elettronica e siderurgica italiana. Abbandonate.
    Saluti, Stefano.
    “Timeo Fenestras et dona ferentes”

  8. #8
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    Per Old
    posso anche condividere molte delle tue obiezioni, anche se poi non tutto quello che dici, a partire dal "monopolio" dei grandi gruppi su aiuti e sovvenzioni, è esatto.
    A dispetto della zona in cui vivo, conosco molte realtà agricole, sia locali che no, anche piccole, che fanno il business di cui ti parlavo.
    Gente che ha la stalla che oramai "affitta" alle scuole per le visite guidate e che viaggia in Maserati per andare in banca a vedere quanto gli ha reso il commercio delle quote latte. E quelli lì non sono solo i nuovi Ferruzzi o gli AD delle cooperative bianche e rosse della Padania.
    Ci sono anche tanti "agricoltori" (uno è qui a meno di 1 km da me) che di agricolo forse hanno oramai solo l'insalata nell'orto dietro il villone costruito come fabbricato agricolo ed ora trasformato in residence per le hostess di Malpensa.
    Ma quelli non sono i "veri" contadini ?
    Certo che no, ma allora il suo bel trattorone da 75000 euro comprato con il credito agevolato e che fa bella mostra sotto al portico del "fu" casale cosa lo usa per fare ? Semplice, ci ara quella manciata di ettari che ha ancora, giusto per mantenersi lo status che gli permette di accedere alle varie forme di "aiuti".

    Circa il "set-aside". E' vero che è più facile ottenerlo se si hanno grandi estensioni da buttare sulla "bilancia" del ministero o della comunità (logico, a livello statale si ha un taget da raggiungere: per la burocrazia meglio poche domande di latifondisti, che una miriade di piccoli), ma ci sono anche molti casi di poche decine di ettari sovvenzionati, anche nella mia zona.
    Che poi i controlli ci siano con il satellite, con il microscopio, col metro o col calibro, meglio, giusto e doveroso. E' pur sempre gente che prende soldi pubblici.

    Circa il problema del mercato che è in mano ai grandi gruppi, che gonfiano i prezzi a loro piacere. E' vero, come è anche vero che l'Italia è il paese della UE con il più basso tasso di associazionismo di base finalizzato alla messa in commercio diretta dei prodotti agricoli.
    Siamo pieni di consorzi e cooperative per gestire i terreni o le tette delle vacche, ma siamo ultimi per strutture di commercializzazione diretta dei prodotti.
    Ovvio che il potere contrattuale degli agricoltori si riduce, ma evidentemente gli va anche bene così, visto che si fa poco o nulla per cambiare le cose, e questo proprio a partire da loro o dalle loro organizzazioni di categoria.

    Ok alla fine si potrebbe dire che non sono tutti angeli e non sono tutti diavoli, ma comunque il problema resta.
    Il sistema con cui sono concepite le politiche agricole è decrepito.
    O si va verso il modello USA, prezzi liberi, tanto ci pensa il mercato e se ci sai fare e ti va bene diventi multimiliardario, magari vendendo la carne clonata, altrimenti la banca ti mangia terra e fattoria e vai a vivere in una roulotte, oppure si decide di mantenere tutto in capo agli stati. Ma in questo caso si sappia innanzitutto che una parte delle tanto odiate tasse servirà per la zucchina che abbiamo sul piatto (e già per questo a qualche "taxfobico" verrà una sincope), magari chiarendo che in cambio la zucchina continuerà ad essere un ortaggio e non una sottospecie della sardina, ma soprattutto si razionalizzi il settore, eliminando sprechi, frammentazioni e rendite di posizione, sia dei grandi, che dei piccoli.
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    "L'epoca della procrastinazione, delle mezze misure, del mitigare, degli espedienti inutili, del differire sta giungendo alla fine.
    Ora stiamo entrando nell'epoca dove ogni azione causa conseguenze."


    Winston L.S. Churchill
    (dal discorso alla House of Commons del 12 novembre 1936, citato anche da Al Gore in Una scomoda verità)



  9. #9
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    Concordo su "quasi" tutto.
    Tranne che quelli che mi inidichi l'"agricoltore" ce l'hanno giusto sulla carta d'identita' scaduta. Si sono convertiti" uno all'industria zootecnica (vivere di quote latte non e' da agricoltori) e l'altro alla ristorazione (non agriturismo, mancano i requisiti).
    Poi, che usino cavillame giuridico per sovvenzioni e altro, beh, e' l'Italia...

    Che gli agricoltori non abbiano potere contrattuale e' risaputo. Ma non per pigrizia. Parlaci tu con il commerciante che ti lascia marcire le cocomere in campagna pur di prenderti con l'acqua alla gola. Tanto, le alternative ce le ha e anche a prezzi migliori (l'estero "rimarcato" italia nel magazzino...). Lo fai un anno, due se sei un "duro". Ma le banche glie ne frega sega. Il mutuo si paga. E devi cedere. Non siamo camionisti che mettono a ferro e fuoco l'Italia tagliando i rifornimenti, quasi fosse un embargo.

    La politica agricola dal dopoguerra e' stata improntata al sacrificio dell'agricoltura a favore dell'industria (FIAT in primis). Risultato? Sistema industriale inefficiente e agricoltura a pezzi.

    Anche gli operai hanno stipendi da fame. Ma anche a loro evidentemente gli va bene cosi', come ai napoletani morire sommersi dall'immondizia.
    E' questo il succo del discorso? Spero di no.

    Ai "miei" quando hanno mandato al macello le mucche perche' gli hanno imposto di chiudere sono venute le lacrime agli occhi. Non hanno il casale per le hostess e le quote latte se le son mangiate le tasse. Per ora la casa ce l'hanno e la roulotte non serve. Comprano il latte alla Coop e integrano la pensione con quel po' che la terra nuda da' ancora. E non girano in Maserati, ma con una ford di 12 anni. Ma non me la sento di dare loro dei fessi, dopo che hanno lavorato 50 anni svegliandosi tutti i giorni alle 5 di mattina.
    Saluti, Stefano.
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  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da Oldwarper Visualizza Messaggio
    Concordo su "quasi" tutto.
    Anch'io :)
    Citazione Originariamente Scritto da Oldwarper
    Tranne che quelli che mi inidichi l'"agricoltore" ce l'hanno giusto sulla carta d'identita' scaduta. Si sono convertiti" uno all'industria zootecnica (vivere di quote latte non e' da agricoltori) e l'altro alla ristorazione (non agriturismo, mancano i requisiti).
    Poi, che usino cavillame giuridico per sovvenzioni e altro, beh, e' l'Italia...
    Difatti, io lo indico come "agricoltore" in quanto quello risulta a registro imprese di Varese e ad elenco delle attività attive nel comune.
    Citazione Originariamente Scritto da Oldwarper
    Che gli agricoltori non abbiano potere contrattuale e' risaputo. Ma non per pigrizia. Parlaci tu con il commerciante che ti lascia marcire le cocomere in campagna pur di prenderti con l'acqua alla gola. Tanto, le alternative ce le ha e anche a prezzi migliori (l'estero "rimarcato" italia nel magazzino...). Lo fai un anno, due se sei un "duro". Ma le banche glie ne frega sega. Il mutuo si paga. E devi cedere. Non siamo camionisti che mettono a ferro e fuoco l'Italia tagliando i rifornimenti, quasi fosse un embargo.
    Ecco, questa è la parte che condivido meno, ma solo un po'.
    Vero che non siete camionisti, ma i camionisti hanno potuto fare quello che hanno fatto (caxxo è proprio venerdì a fine turno ! guarda che casino verbale...), anche e soprattutto perchè negli anni sono divenuti una lobby tra le più potenti, anche se più "silenti" in Italia. Quando è stato il momento, i "capoccia" hanno fatto girare una manciata di sms e guarda il risultato. E te lo dice uno che in 15 anni di associazione sia i camionisti, che i taxisti ha imparato bene a conoscerli (ed a subirli...).
    Perchè altrimenti anche per i camionisti c'era l'alternativa dei vettori esteri, che ti facevano arrivare i drivers bulgari in meno di 12 ore. Ed anche per loro c'è la rata del leasing da pagare e la fattura del gasolio che al 10 del mese o la paghi o la compagnia petrolifera ti "dematerializza" la card che usi per il pieno.
    Il problema è che gli agricoltori per anni sono stati "terreno di pascolo" per i maggiorenti della DC in certe zone (Federconsorzi) e del PCI in altre (LegaCoop). I problemi c'erano forse già dagli anni '60, ma per almeno un'altro ventennio si risolvevano alla Andreotti, cioè alla "'a Frà, che te serve ?" (nota frase detta da Caltagirone, noto palazzinaro romano e collettore di voti per il Giulione nazionale a Franco Evangelisti, braccio destro di Andreotti).
    Idem per i contadini: c'era la siccità ? l'afta epizootica ? la grandine sui vigneti ?
    Dai, una bella leggina o un "decretino" ad hoc, che poi alle prossime elezioni si ricorderanno di noi.
    Citazione Originariamente Scritto da Oldwarper
    La politica agricola dal dopoguerra e' stata improntata al sacrificio dell'agricoltura a favore dell'industria (FIAT in primis). Risultato? Sistema industriale inefficiente e agricoltura a pezzi.

    Anche gli operai hanno stipendi da fame. Ma anche a loro evidentemente gli va bene cosi', come ai napoletani morire sommersi dall'immondizia.
    E' questo il succo del discorso? Spero di no.
    Assolutamente NO.
    Anche per le situazioni che citi vale l'esempio della rana e dell'acqua calda: se prendi una pentola d'acqua calda e ci butti dentro una rana, questa si salverà in quanto salterà subito fuori dall'acqua. Ma se metti la rana nell'acqua ancora fredda e poi accendi il fuoco, la rana finirà bollita quasi senza neppure accorgersene. [cit. Al Gore - "Una scomoda verità"]
    Negli anni ci si è "seduti" pensando che ad ogni colpetto e ad ogni crepa si potesse recuperare la situazione solamente con qualche piccolo ritocco al sistema. Adesso che il sistema è ridotto alle macerie, ci si rende conto che in molti casi l'unica soluzione è la ruspa.
    Citazione Originariamente Scritto da Oldwarper
    Ai "miei" quando hanno mandato al macello le mucche perche' gli hanno imposto di chiudere sono venute le lacrime agli occhi. Non hanno il casale per le hostess e le quote latte se le son mangiate le tasse. Per ora la casa ce l'hanno e la roulotte non serve. Comprano il latte alla Coop e integrano la pensione con quel po' che la terra nuda da' ancora. E non girano in Maserati, ma con una ford di 12 anni. Ma non me la sento di dare loro dei fessi, dopo che hanno lavorato 50 anni svegliandosi tutti i giorni alle 5 di mattina.
    Lungi anche da me. Anzi, se questa è stata l'impressione dalla lettura dei miei post, me ne scuso.
    Per educazione e carattere personale ho sempre avuto ed avrò sempre la massima stima per chi vive del proprio lavoro, rischia del suo e mette sempre e comunque al di sopra di tutto il rispetto per gli altri e la dignità per sè stesso.
    Scommetto anche che se gli chiedi se farebbero le stesse cose se dovessero rinascere, a botta fredda ti rispondono di no, ma poi ti dicono che in fin dei conti era ed è stato il miglior modo di vivere insieme, con i loro cari e con la terra che amano immensamente.
    Un abbraccio da parte mia.
    :)
    Ultima modifica di Meccbell; 11-01-2008 alle 20: 39
    Meccbell, the Chipmaker

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