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  1. #1
    Moderatore L'avatar di gfrank
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    Predefinito Rinnovabili: Nuovo DL che prevede l'uso di fonti di energia > 50% dei consumi

    Il Consiglio dei Ministri ha emanato il decreto legislativo sulla promozione delle fonti rinnovabili in attuazione alla Direttiva 2009/28/CE.

    Il Dlgs (in prima lettura) definisce le norme per l'utilizzo delle fonti di energia rinnovabile che disciplina l’integrazione delle energie rinnovabili negli edifici (nuove costruzioni o rilevanti ristrutturazioni) secondo le seguenti percentuali:

    a) il 20% concessione edilizia per l'esecuzione dei lavori presentata entro il primo anno successivo alla data di entrata in vigore del DL;
    b) il 30% entro l’anno successivo a quello indicato alla lettera a);
    c) il 40% entro l’anno successivo all’anno indicato alla lettera b);
    d) il 50% entro l’anno successivo all’anno indicato alla lettera c).

    Le regioni possono incrementare i valori di cui sopra. La quota di energia che supera le percentuali indicate accedeagli incentivi statali.

    Il DL abroga:
    - il disposto dell'art. 4, comma 1-bis, del DPR 380/2001 (obbligo di installazione di impianti alimentati da energie rinnovabili con almeno 1 kW di energia per ciascuna unità abitativa)
    - il disposto dell' art. 4, commi 22 e 23, del DPR 59/2009 (l’obbligo di produrre con energie rinnovabili il 50% di acqua calda sanitaria)

    I progetti di edifici di nuova costruzione e di ristrutturazioni rilevanti che incrementano di almeno il 30% le suddette percentuali di fonti rinnovabili, hanno diritto ad un bonus volumetrico del 5%, ferme restando le norme in materia di distanze minime.

    I soggetti pubblici possono concedere a terzi, mediante gara, i tetti degli edifici di proprietà per la realizzazione di impianti di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili operanti in regime di scambio sul posto.

    Altresì il DL prevede:
    - Nei contratti di compravendita o di locazione di edifici o di singole unità immobiliari è inserita apposita clausola con la quale l’acquirente o il conduttore danno atto di aver ricevuto le informazioni e la documentazione in ordine alla certificazione energetica degli edifici. Nel caso di locazione, la disposizione si applica solo agli edifici e alle unità immobiliari già dotate di attestato di certificazione energetica in base ai commi 1, 1 bis, 1 ter e 1 quater.
    - Nel caso di offerta di trasferimento a titolo oneroso di edifici o di singole unità immobiliari, a decorrere dal 1 gennaio 2012, gli annunci commerciali di vendita riportano l'indice di prestazione energetica contenuto nell’attestato di certificazione energetica.

    Altresì il decreto introduce novità nelle procedure autorizzative per gli impianti da fonti rinnovabili, mediante la Dire.

    Il decreto sarà trasmesso alle commissioni parlamentari per poi tornare al Consiglio dei Ministri per la definitiva approvazione.


    Bozza decreto:
    http://www.ecodallecitta.it/download...e&e=pdf&f=1123

  2. #2
    Utente Senior L'avatar di gil
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    ciao Grazie Gfrank ma non ho ben capito.

    Quindi entro il 2011 le nuove costruzioni devono disporre di impianti di energia rinnovabile per almeno il 30% del loro fabbisogno? E' così?

    Mi sembra molto, prima (se andava bene xke c'erano delle scappatoie) si facevano una palazzina di diciamo 8 appartamenti e ci si metteva 1 impianto fotovoltaico da 1kw per i consumi comuni. Ovvero relativamente ai consumi complessivi una percentuale piuttosto limitata.

  3. #3
    Moderatore L'avatar di gfrank
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    Se tale decreto venisse approvato definitivamente (con l'aria che tira direi che siamo agli sgoccioli della legislatura...) impone che, nel caso di nuove costruzioni e "estese" ristrutturazioni di produrre l'energia necessaria all'edificio in base al consumo dell'edificio stesso.
    La percentuale è progressiva dalla data di approvazione del decreto (ad oggi non è ancora approvato).
    In parole povere, il costruttore/proprietario deve preoccuparsi di reperire energia (termica e/o elettrica) in funzione di quella consumata (che sarà determinata da progetto - ex L. 10), secondo le percentuali indicate nel DL che sono rapportate alla data di richiesta al comune dell'autorizzazione necessaria (tramite PdC o SCIA) in riferimento alla data di approvazione del decreto legge.
    Ad esempio, se richiedi un permesso di costruire per erigere una nuova costruzione dopo 4 anni dall'entrata in vigore del DL, devi produrre il 50% dell'energia consumata dall'edificio mediante utilizzo di fonti rinnovabili (solare/eolico/fotovoltaico/geotermia/teleriscaldamento/ecc..)
    Ne consegue che meno energia consuma l'edificio, meno ne dovrai produrre con fonti rinnovabili.
    Ipotizzando, dopo 4 anni dalla data di entrata in vigore del decreto (approvazione decreto 2011 e richiesta del Pdc anno 2014) di iniziare la costruzione di un nuovo edificio in classe A (100 mq) che consumi 500 kW/anno di energia primaria, si dovrà provvedere a reperirne almeno 250 mediante l'utilizzo di fonti rinnovabili.
    Quindi , ad esempio, un impianto FV da 1 kWp è più che sufficiente.
    Per un equivalente edificio in classe C che consumi 5.000 kw/anno, si dovrà provvedere a reperirne almeno 2.500 mediante l'utilizzo di fonti rinnovabili.

  4. #4
    Utente Senior L'avatar di gil
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    non ho capito come sei arrivato ad 1Kwp.

    Come scritto al punto, se l'energia rinnovabile deve essere pari al 30%.
    Per Kw consmati si intende tutto il consumo, riscaldamento+ electtricità per elettrodomestici, oppure solo riscaldamento?

  5. #5
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    Ritengo che sia solo RSC+ACS.
    Nell'esempio ho ipotizzando un consumo di 5 kW/mq/anno x 100 mq = 500 kW
    A seconda della data di presentazione della richiesta di costruzione in comune (dopo 1/2/3/4 anni dalla data di approvazione del DL) sono richiesti contributi pari al 20/30/40/50% dell'energia totale.
    Nel caso dei "4 anni" il contributo è pari a 250 kW/anno (termici)
    I 250 kw termici corrispondono a circa 80 kw elettrici.
    Un impianto da 1 kWp ne produce circa 1.000 all'anno

  6. #6
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    sarebbe un notevole incentivo alla crescita delle fonti rinnovabili.
    Ora vorrei però chiedervi, il costo di un impianto si ripaga in circa 12-15 anni grazie agli incentivi. tali incentivi prendono i fondi dalle bollette pagate dai consumatori in quanto senza tale incentivo i pannelli solari non sarebbero remunerativi.
    Negli ultimi 2 anni sono stati costruiti molti impianti, anche grandi centrali da qualche Mwp di potenza. Dato che queste ora riceveranno contribuiti i cui fondi provengono dalle bollette degli utenti, i fondi disponibili saranno sufficienti? Oppure ci ritroveremo dei rincari per pagare i contribuiti agli impianti solari?

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da gil Visualizza Messaggio
    sarebbe un notevole incentivo alla crescita delle fonti rinnovabili.
    Ora vorrei però chiedervi, il costo di un impianto si ripaga in circa 12-15 anni grazie agli incentivi. tali incentivi prendono i fondi dalle bollette pagate dai consumatori in quanto senza tale incentivo i pannelli solari non sarebbero remunerativi.
    Negli ultimi 2 anni sono stati costruiti molti impianti, anche grandi centrali da qualche Mwp di potenza. Dato che queste ora riceveranno contribuiti i cui fondi provengono dalle bollette degli utenti, i fondi disponibili saranno sufficienti? Oppure ci ritroveremo dei rincari per pagare i contribuiti agli impianti solari?
    Che domande!


    P.S.: e pensa che con gli stessi soldi ci vogliono fare anche il Nucleare!
    xxx

  8. #8
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    @ gil
    Se hai modo di vedere un sevizio di Report (RAI3 15 gg fa) scopriresti che le centrali di produzione alimentate con energia rinnovabile, sopratutto quella eolica, valgono molto di più per i "certificati verdi" piuttosto che per gli incentivi che ricevono in base all'energia prodotta.

    E' stato rilevato, anche, che è più conveniente (per i distributori) acquistare energia dall'estero, prodotta (con fonti fossili) nel periodo giornaliero di minor consumo, piuttosto che produrre energia (in Italia) con fonti rinnovabili ....
    Ultima modifica di gfrank; 07-12-2010 alle 12: 41

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da gil Visualizza Messaggio
    ... ora vorrei però chiedervi, il costo di un impianto si ripaga in circa 12-15 anni grazie agli incentivi. tali incentivi prendono i fondi dalle bollette pagate dai consumatori in quanto senza tale incentivo i pannelli solari non sarebbero remunerativi. ...
    Il termico solare è una grande "boiata" (soprattutto per la produzione di sola ACS) nel senso che l'energia prodotta per riscaldare acqua calda, viene dispersa , se la stessa acqua calda non viene utilizzata.
    Tale produzione (e consumo) di ACS prodotta con i pannelli solari, salvo l'impiego in piscine e similari, è normalmente localizzato all'uso monofamiliare, in quanto un impianto ad uso centralizzato per sola ACS crea grandi problemi nella gestione/utilizzo (consumo)/ripartizione costi. In un impianto domestico monofamiliare, nomalmente si risparmiano (circa) dai 100 ai 200 euro l'anno : l'acqua calda che consumi.
    Il resto dell'energia prodotta viene dispersa (mica ti metti a fare doccie tutte le ore) e se è abbinata al riscaldamento, nei mesi invernali il "sole" è poco.
    Se poi consideri chè (in molti comuni) è vietata l'istallazione del pannello solare temico con annesso boiler (tutto sul tetto), che è il più "redditizio" sia a livello di produzione, che a livello di minori costi impiantistici, incentivare la produzione di energia con tale sistema, non è proprio il massimo ....

    Meglio, puntare sul fotovoltaico, e porre una particolare attenzione al consumo in ambito locale. In poche parole, a mio parere, in molti comuni esistono impianti con produzione superiore a 20 kWp (e oltre) che, invece di immettre l'energia in rete, che in parte viene dispersa viaggiondo nei fili, (e poi ritornare al "consumo del produttore" dovrebbe essere consumata localmente, sia nell'uso residenziale che nell'uso pubblico, ed immessa in rete solo il sovrappiù.
    Ma purtroppo, questo non è accettato dai fornitori istituzionali ....

  10. #10
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    Con "pannelli " intendevo dire fotovoltaico. I servizi di Report gli ho visti anche io.
    Il punto, a mio giudizio è che le energie rinnovabili non sono economicamente convenienti nel breve periodo.
    Vi riporto i costi di produzione (molto indicativi) calcolati in cent/kwH

    Carbone 4 cent Kw/h (il più economico ma inquinantissimo, molto usato in cina)
    Gas 4 cent kw/h (Costa poco, ma è pregiato, lo si preferisce usre per il riscaldamento domestico dato che è una fonte limitata)
    Idroelettrico 6 cent kw/h (Costa poco ma una diga non la si può fare ovunque inoltra comporta la devastazione di intere valli con lo sfollamento di molti paesi
    Nucleare 7 cent Kw/h (Conveniente nel breve periodo, il problema è la gestione delle scorie, pertanto l'intero ciclo di lungo periodo ha costi molto maggiori)
    Petrolio 9 cent Kw/h (Molto usato in italia, però questo fa lievitare il costo delle nostre forniture e ci rende dipendenti da altri paesi, molto inquinante)
    Eolico 10 cent Kw/h (Un'alternativa interessante, purtroppo i luoghi particolarmente ventosi sono poco e gli ambientalisti dicono che deturpano il paesaggio)
    Fotovoltaico 25 cent Kw/h (L'energia più pulita che siamo in grado di produrre, ma molto costosa rispetto alla concorrenza)

    Va detto che questi costi non tengono conto di tutto il ciclo produttivo, dei costi dovuti all'inquinamento ed allo smaltimento. Computando tutto il fotovoltaico sarebbe più competitivo. Tuttavia alle aziende non frega una mazza, se con l'aria che tira gli raddoppi la boletta in quante lascierebbero il paese?

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